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Corretta alimentazione del Coniglio da Compagnia

Pubblicato : 09/02/2018 16:38:58
Categorie : Alimentazione del Coniglio da Compagnia

Scritto dal Dr. Alessandro Melillo C/o Clinica Omniavet Piazza Giovanni Omiccioli, 5 - 00125 ROMA

Dalla diffusione del coniglio come animale da compagnia non si è purtroppo accompagnata un altrettanto capillare informazione circa le necessità e le reali esigenze di questa specie in ambito domestico, tanto che buona parte delle patologie che si incontrano nel coniglio pet sono conseguenza di una mal gestione da parte dei proprietari anche se ben intenzionati.

Il miglior esempio di questa problematica è la larga diffusione in commercio di mangimi composti totalmente inadatti alla fisiologia del coniglio: sono infatti composti da miscele di semi, cereali, legumi e frutta secca, oppure da pellet composti da farine degli stessi ingredienti, sulla falsariga degli alimenti per i conigli da carne.

Il coniglio è invece un erbivoro stretto, evoluto per consumare ingenti quantità di un alimento poco nutriente e ricco di fibra quale è appunto l’erba.

Uno di questi adattamenti è la dentatura a crescita continua in cui la forma e la lunghezza dei singoli denti sono mantenute normali dall’equilibrio fra crescita continua e continuo attrito; la differente velocità di consumo fra lo smalto (più duro) e la dentina (più tenera) mantiene l’affilatura dei denti consentendone la funzione ottimale.

La velocità di crescita e quella di consumo sono soggettive e variabili in dipendenza dell’età del coniglio, del suo stato di salute e di ciò che mangia.

Particolarmente importante è la natura dell’alimento: i conigli sono evoluti per consumare cibi duri e abrasivi, ricchi di cellulosa, lignina e silicati, quali erbe, foglie e cortecce.

Trattandosi di alimenti molto poco nutrienti, il coniglio deve assumerne grandi quantità per soddisfare il suo fabbisogno calorico ed è quindi costretto a masticare molte ore al giorno e ad ingerire grandi quantità di fibre.

I soggetti mantenuti a diete tenere o a diete concentrate, richiedenti minor sforzo masticatorio o minor tempo nella giornata speso a masticare la razione, presentano una velocità di crescita dei denti superiore al normale.

Gli alimenti concentrati (miscela di cereali, pellet a base di farine di cereali) sono infatti eccessivamente nutrienti e soddisfano il fabbisogno calorico del coniglio dopo pochi bocconi.

A questo punto un coniglio nutrito con un mangime concentrato può:

  1. smettere di mangiare perché il fabbisogno calorico è soddisfatto, e rinunciare al necessario esercizio della dentatura che quindi non viene consumata a sufficienza;

  2. continuare a mangiare perché il suo istinto è quello di masticare molte ore al giorno, assumendo così molto più di quanto necessita e diventando obeso.

In entrambi i casi, il tenore di fibra insufficiente lo predispone a ipomotilità cecocolica che si renderà manifesta al minimo stress fisiologico o anche emozionale.

Va affrontato anche il problema della composizione dal punto di vista minerale: un adeguato rapporto calcio/fosforo è fondamentale per questa specie che richiede una notevole quantità di calcio per sostenere la crescita costante della dentatura, ma non in eccesso pena la formazione di calcoli renali e vescicali.

I cereali sono ricchi di fosforo e poveri di calcio e i conigli che si alimentano con grandi quantità di cereali sviluppano uno squilibrio metabolico noto come iperparatiroidismo secondario nutrizionale, che si manifesta fra l’altro con riassorbimento dell’osso alveolare e osteoporosi del cranio e della mandibola: è questo un reperto frequentissimo nel coniglio da compagnia e predispone alla deviazione assiale dei denti, non più sostenuti solidamente dall’osso della mandibola, con conseguente mal occlusione.

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